Universal Paperclips: il nuovo gioco su marketing e graffette

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Universal Paperclips: produrre graffette non è un gioco da ragazzi come potrebbe sembrare.

Questo è sicuramente quello che si ricorderanno gli utenti dell’online game “Universal Paperclips”, creato da Frank Lantz, direttore del Game Center della New York University.

Non l’avete ancora provato? Ebbene sappiate che non è un gioco per “tutti”, in quanto in esso si nascondono i più sofisticati concetti di marketing, economia e statistica, e non tutti avrebbero il tempo necessario per arrivare in fondo. Il gioco infatti non permette interruzioni e una volta partiti bisogna continuare a giocare per non perdere i progressi fatti.

In un crescendo di complessità delle dinamiche di gioco, si passa da avere un solo bottone da cliccare per produrre una graffetta da disegno, a gestire un business da un sestilione (un uno seguito da trentasei zeri) di graffette da disegno con molteplici indicatori da tenere sotto controllo contemporaneamente.

Universal Paperclips, sotto questo punto di vista, rappresenta molto la situazione di una qualsiasi piccola media impresa

Si parte con un modello di business abbastanza semplice in cui si vende sostanzialmente quello che si produce preoccupandosi solo del ricavo finale, ma ad un certo punto la domanda per quel prodotto può improvvisamente aumentare. A questo aumento l’azienda può scegliere se continuare per la sua strada oppure adeguarsi al cambiamento: è questo il momento in cui nel gioco entrano in scena gli auto-clippers, che permettono di produrre graffette in automatico aumentando il tasso di clip prodotte al secondo.

La produzione da manuale diventa automatica o industriale ed il gioco si complica

Ci si accorge che l’investimento fatto per gli auto-clippers ha aumentato la velocità di produzione, ma allo stesso tempo ha impattato sui ricavi generando la necessità di aumentare la quantità di clip da vendere. Come fare a questo punto per aumentare la domanda di graffette? La risposta più semplice è quella di abbassare il prezzo di vendita, al variare del quale la domanda cresce o si riduce. La tentazione è quella di ridurre il prezzo, ma abbassandolo troppo la domanda cresce esponenzialmente, aumentando la velocità di esaurimento delle scorte a magazzino. L’opzione che si presenta è l’acquisto di altre auto-clippers che riporta la situazione ad una fase di equilibrio, ma che allo stesso tempo fa sì che ci sia bisogno di più materia prima (banalmente il filo metallico per le graffette) e più rapidamente. Ecco che si entra in una spirale di gioco per cui il sistema diventa sempre più complesso e le variabili da tenere sotto controllo aumentano.

A mio avviso questo rende molto bene l’importanza di avere degli indicatori di performance quando si gestisce un modello di business con un aumento di complessità.

Inizialmente nel gioco gli unici indicatori a disposizione sono il ricavato, la quantità prodotta di clip al secondo e l’inventario dell’invenduto, poi si aggiungono il margine, la revenue generata al secondo ed è solo l’inizio. Più avanti è possibile aumentare il livello del marketing aziendale, ma anche acquistare nuove risorse in grado di accelerare la crescita come creatività, capacità computazionale, strategia e così via.

Il bello di questo sistema è che ognuno è libero di determinare il proprio scenario strategico di riferimento, esattamente come nella strategie aziendali reali: si può puntare a mantenere bassa la produzione massimizzando i guadagni, con il rischio di trovarsi in una situazione di stallo, oppure puntare su continui investimenti in risorse e competenze che, se fatti senza un obiettivo preciso, avrebbero l’unica conseguenza di esaurire i fondi generati.

Paperclips poi ha un secondo scopo: quello di mostrare il destino di un modello orientato alla crescita continua, con la massimizzazione del profitto come unico obiettivo, se venisse affidato interamente ad un’intelligenza artificiale (come in parte sta accadendo nell’economia dell’industria 4.0).

Non solo tale macchina raggiungerebbe l’obiettivo, ma basandosi su rigidi algoritmi farebbe di tutto per raggiungerlo, compreso distruggere chi l’ha creata, esaurire le risorse naturali facendo collassare l’intero pianeta e, in seguito, l’intero universo. Tutto questo solamente per produrre graffette da disegno. Non resta che provare il gioco e vedere quale scenario toccherebbe alla nostra fabbrica di graffette!

Hai trovato interessante questo post di Daniele? Leggi anche “G come Gant” per la nostra rubrica “L’ABC del Marketing”

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Daniele Bazzanella

Daniele Bazzanella

Consulente marketing

In me convivono da sempre due anime: una più scientifica, che mi porta ad essere preciso e attento ai dettagli e una più artistica e creativa. Per questo ritengo che il ruolo di analyst e di consulente per il marketing operativo sia fatto su misura per me, perché fonde insieme la precisione ed il rigore dei dati, alla fase di sviluppo concreto dei progetti e delle idee. Sono una persona molto curiosa e leggo di tutto, dalle notizie del giorno ai fumetti. Sono appassionato di sport, come calcio e motociclismo, musica rock e tiramisù!
daniele.b@gabriellipartner.com