Mamme e lavoro

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Mamme e lavoro: Italia e modelli di benessere europei

Il benessere dei bambini è strettamente collegato a quello della madre, che deve quindi poter vivere con serenità la propria dimensione personale, sociale e professionale. Solo che l’essere madri in Italia è ancora troppo legato a un modello sociale, culturale e politico che vede la donna come principale responsabile del carico famigliare. Modello che, però, si trova in conflitto con le attuali economie europee che, sempre più, richiedono un doppio reddito per la sostenibilità economica della famiglia.

La donna, quindi, è fortemente richiesta nel mercato del lavoro, ma non sostenuta con opportuni sistemi di welfare che permettano di conciliare la vita privata con quella professionale, come forme di lavoro flessibili, congedi parentali proiettati ad un medio-lungo periodo, adeguati servizi di cura e di assistenza per l’infanzia.

A tal fine uno strumento molto importante è senza dubbio il congedo parentale, garantito in tutti i Paesi UE con una durata minima di 14 settimane (in Italia è di 20 settimane) e che, sempre più, pone attenzione al ruolo del padre con il vantaggio di intervenire sulla disuguaglianza di genere riguardo al carico di lavoro domestico e di cura. Alcuni Paesi, come la Svezia e la Finlandia, hanno inserito periodi di congedo sia per la mamma che per i papà che devono essere utilizzati obbligatoriamente, pena la perdita del diritto.

Un altro servizio molto importante è sicuramente quello dell’accesso al nido, dato anche questo variabile da Stato a Stato. In Italia solo il 27% di bambini tra 0 e 3 anni frequenta il nido, mentre in Danimarca il dato si assesta intorno al 77%, seguiti da Svezia con il 64%. Nido che, però, non dovrebbe porre attenzione solo al modello familiare dual career (entrambi i genitori lavoratori), ma anche ai genitori single o disoccupati.

 

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A Parigi, ad esempio, nel 2016 è stato inaugurato un asilo nido VIP (Vocation d’Insertion Professionnelle), che accoglie per il 30% degli iscritti figli di genitori disoccupati, che in cambio devono impegnarsi nella ricerca di un lavoro attraverso l’assistenza del centro per l’impiego.

Nella città di Aalbord, in Danimarca, è invece nato un asilo nido aperto 24 ore su 24, per aiutare tutti quei genitori che hanno necessità di aiuto in orari molto flessibili (come i medici e tutte le persone che lavorano durante la notte).

Fortunatamente sempre più aziende private stanno ponendo maggiore attenzione al benessere dei propri lavoratori. Secondo i dati Istat 2015, il 37% delle aziende italiane ha dimostrato flessibilità negli orari lavorativi e il 17,5% offre servizi per asili nido, ricreativi e di sostegno.

Infine, negli ultimi anni, si sta lentamente diffondendo lo smart working, ovvero forme di lavoro più flessibili e autonome che, grazie allo sviluppo tecnologico, permettono di lavorare anche da casa.

Secondo EurofoundILO, in Italia questa modalità di lavoro riguarda solo il 7% dei dipendenti (contro una media europea del 17%), ma è sicuramente in forte crescita, perché permette di conciliare al meglio lavoro e famiglia, riduce il tempo impiegato per recarsi sul posto di lavoro (con un conseguente minor impatto ambientale dovuto alla riduzione di traffico) così come i costi per le aziende in merito alla gestione di spazi per gli uffici e alla formazione di nuovo personale a causa dell’abbandono del posto di lavoro da parte delle mamme che non riescono a conciliare lavoro e famiglia.

Non basta quindi chiedere impegno alle donne e scommettere sulle madri come forza sociale determinante per lo sviluppo del Paese, se prima non vi è un cambiamento culturale concreto nella mentalità collettiva che si trasformi in aiuti reali di welfare sociale. Cambiamento dichiarato da anni, ma realmente applicato solo in minima parte.

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Linda Recchia

Linda Recchia

Socio - Coordinatrice Operativa

Sono una moglie, una mamma, una sportiva, una viaggiatrice ed una blogger. La montagna è ormai la mia casa, il mare la mia origine. Amo circondarmi di persone creative e intraprendenti che possano arricchirmi e smussare il mio lato più preciso e razionale. Per me sviluppo significa non fermarsi mai e rubare idee dalla quotidianità per essere sempre al passo con il mercato, senza mai dimenticare le proprie origini e i propri sogni!
linda@gabriellipartner.com

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